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Nel linguaggio della cura, la qualità di vita è spesso declinata in termini prevalentemente clinici: controllo dei sintomi, tossicità dei trattamenti, funzionalità residue, aderenza terapeutica. Si tratta di dimensioni essenziali, che tuttavia non esauriscono l'esperienza soggettiva del vivere con una malattia.
La qualità di vita riguarda anche la possibilità, per la persona, di mantenere autonomia, relazioni, desideri e progettualità. Attiene a ciò che la persona reputa importante in quel momento della sua storia di vita, anche quando la malattia e i percorsi terapeutici la modificano in profondità. Il III Forum Nazionale di Medicina Narrativa "Medicina Narrativa, Prescrizione Sociale e Cure Palliative: ripensare la qualità di vita", promosso da SIMeN, rappresenta l’anteprima della rassegna Poeti Sociali 2026 e, in questo contesto, ha scelto di focalizzarsi su due ambiti strettamente connessi alla qualità di vita: la prescrizione sociale artistica e culturale e le cure palliative.
Le due sessioni tematiche approfondiscono la stessa necessità: superare il modello basato sulla prescrizione terapeutica per costruire percorsi di cura integrati, personalizzati e bio-psico-sociali.
Per questo obiettivo, la medicina narrativa offre un contributo rilevante. Si tratta, infatti, di integrare metodologie competenze specifiche per ascoltare e comprendere che cosa conta realmente per una persona in un determinato momento della sua storia. La medicina narrativa integra nel percorso di cura le risorse più appropriate per la persona, evitando standardizzazioni e interventi assistenziali puramente accessori.
Curare la persona, e non solo la malattia, richiede quindi di riconoscere bisogni, preferenze, relazioni e contesti di vita, e di individuare, accanto agli interventi clinici, risorse di supporto sociali, culturali, relazionali ed esistenziali.
In questo processo la medicina narrativa è chiamata a dare senso, continuità e direzione al percorso di cura.
L’inserimento del Forum come anteprima della rassegna Poeti Sociali 2026 — nel cui tema annuale (“il volto umano”) la medicina narrativa trova una risonanza naturale — e il dialogo con il Dipartimento di Scienze Umane dell’Università di Verona segnano una scelta di contaminazione interdisciplinare: tra clinica, scienze umane, neuroscienze cognitive, sociologia, pratiche artistiche e culturali.
Prescrizione artistica e culturale:
Cure palliative:
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